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Rockstead Higo

17/05/2014  |  recensioni coltelli, torce, rasoi

Articolo presente sul numero 35 della rivista "Coltelli"

ROCKSTEAD HIGO

Articolo e foto di Tommaso Rumici

Foto in fiera di Paolo Sturaro e Coltelleria Collini 

Dal Giappone un folder della massima qualità, con doti di taglio eccezionali.

 

Dal Giappone un folder della massima qualità, con doti di taglio eccezionali.

Normalmente il coltello riuscito è quello in cui coesistono doti di taglio, robustezza, design, qualità dei materiali e prezzo contenuto. Ogni utente dovrà poi trovare il prodotto col giusto mix di queste caratteristiche, decidendo quali privilegiare, quali sacrificare e in quale misura.

Prendendo spunto dal mondo automobilistico potremmo dire che anche fra i coltelli vi sono i fuoristrada (lame che puntano sulla robustezza e la facile riaffilibilità sul campo), le station wagon sportive (ovvero modelli che cercano di fornire elevate capacità del tagliente pur essendo affilabili senza difficoltà e abbastanza resistenti da perdonare alcuni abusi) e le auto da corsa (a indicare coltelli che puntano sul raggiungimento delle massime doti di taglio). In questo paragone semplicistico, i coltelli Rockstead rappresentano quello che in campo automobilistico è, ad esempio, Pagani: siamo cioè di fronte alla massima espressione della capacità principale del coltello, ovvero di tagliare in modo netto e preciso e di farlo per molto tempo.

La produzione Rockstead è limitata nei numeri e, nonostante la richiesta superi sempre l’offerta, la casa preferisce mantenere un ritmo produttivo che garantisca che ogni singolo pezzo sia assolutamente impeccabile.

Ma cosa differenzia questi coltelli? Il punto principale è rappresentato dai materiali e dai loro trattamenti. Rockstead produce lame in due acciai distinti: YXR7 e ZDP189 (sia da solo che accoppiato a strati laterali in acciaio più morbido). L’YXR7 è un acciaio ad alto tenore di carbonio che, grazie ad un attento e complesso trattamento termico riesce a raggiungere la ragguardevole durezza di circa 65 HRc pur rimanendo assai robusto. 

Per evitare che sia soggetto a corrosione viene tirato a specchio e rivestito con un trattamento protettivo DLC, che al momento risulta uno dei più duraturi applicati nel campo della coltelleria. Lo ZDP invece possiede elementi di lega tali da renderlo più resistente all’ossidazione e pertanto non necessità di rivestimenti. Rockstead non è l’unica casa ad usarlo, ma è la sola che si sia spinta fino a fargli raggiungere l’eccezionale valore di 67 HRc riuscendo a mantenerlo anche abbastanza resistente per sopportare le sollecitazioni a cui è sottoposto un normale coltello. Ovviamente i coltelli in ZDP sono meno robusti delle versioni in YXR7, ma le loro doti di taglio sono ancora maggiori e proprio per questo motivo ogni modello è disponibile nelle due versioni, in modo che sia il cliente a decidere quali caratteristiche privilegiare.

Alcuni sostengono che durezze così alte rendano i coltelli in questione fragili e difficili da affilare. Senza dubbio non è consigliabile usare un Rockstead come cacciavite, piede di porco o comunque al posto di altri utensili, e infatti per questo tipo di uso esistono altre categorie di prodotti. Se ci si limita ad usare il coltello per tagliare, questo lo farà in modo in modo ineccepibile e senza esitazioni. A nessuno verrebbe in mente di affrontare un percorso sterrato con un’auto da pista, che sarebbe chiaramente un abuso insensato. Queste lame giapponesi si rivolgono a coloro che necessitano doti di taglio elevatissime e durature, come potrebbe ad esempio essere il cacciatore che desideri poter pulire più di un cinghiale senza fermarsi a riaffilare il suo utensile, o chi debba tagliare pellame spesso o corde di diametro importante.

Fondamentale per raggiungere simili risultati è l’affilatura. Il filo è a specchio e, anche osservato ingrandendolo cento volte, non presenta la consueta microseghettatura. Il produttore raccomanda di non riaffilare con i normali sistemi manuali e men che meno gli utensili elettrici, poiché si finirebbe per peggiorare la finitura del tagliente. Il sistema migliore, quando finalmente si arrivi a consumare l’affilatura, è rimandare in Giappone il coltello, dove sarà ripristinato nelle sue caratteristiche originali. C’è da dire che delle centinaia di pezzi venduti negli anni, quelli che hanno necessitato di questo servizio finora si contano sulle dita di una mano.

La qualità ovviamente ha un costo e non cercheremo di far credere al lettore che circa seicento euro per il modello meno costoso non siano una cifra importante. Va però riconosciuto che osservando un Rockstead e soprattutto usandolo, le ragioni del prezzo d’acquisto elevato sono chiare: ci si trova davanti ad un oggetto costruito per ottenere il massimo e tutte le soluzioni tecniche, le materie prime e i trattamenti sono di prim’ordine e di conseguenza inevitabilmente costosi. Il solo acciaio ha un costo circa 10 volte superiore a quelli normalmente usati in coltelleria.

Grazie alla cortesia del signor Hiroshi Hanada , direttore capo di Rockstead e presenza costante presso lo stand Exa della Coltelleria Collini, abbiamo avuto modo di testare i prodotti su carta,bambù e corda di Manila, apprezzandone le capacità.

 

A riprova della robustezza c’è da dire che quando, per errore, il coltello ha urtato col filo la struttura in acciaio del banco su cui si svolgevano le prove, l’unico danno è stato un microscopico segno sul filo, sistemato dal signor Hanada con poche passate di affilatura su una tavoletta di jeans intrisa di pasta lucidante. Per tutta la fiera di Brescia i due test-knives venuti dal Giappone hanno continuato a troncare metri e metri di grossa corda di manila e a choppare del solido bambù. Alla fine dell’esposizione erano ancora in grado di tagliare la carta in modo esemplare. 


Il modello di questo articolo è il nuovo entry-level del marchio e rispetto alla produzione precedente notia

mo alcune innovazioni: la struttura non è più una liner-lock ma una frame lock e la lama presenta biselli piani e fascetta di arrotatura. 

Altri modelli presentano invece affilatura a biselli convessi ( detta HONZUKURI ) o con un bisello piano ed uno convesso ( KATAKIRIBA ) che terminano a zero, mutuate dalle spade tradizionali del Paese d’origine.

L’acciaio usato è l’YXR7, rivestito in DLC. I biselli però sono tirati a specchio e non rivestiti in modo far si che la lama penetri nel materiale tagliato con il minor attrito possibile.

 

Il manico si compone di due piastre in duralluminio dal piacevole design a onde, unite da due soli spaziatori di generoso diametro che lasciano il dorso aperto evitando l’accumulo di sporcizia. Sul lato destro è presente una clip in acciaio amovibile ma non riposizionabile sul lato opposto.



Come detto il blocco è di tipo frame-lock e presenta una finezza tecnica importante: nel punto di contatto col tallone della lama è presente un inserto di acciaio a 61 HRc, capace di funzionare a lungo contrariamente all’alluminio che, essendo più morbido, si usurerebbe precocemente. L’apertura, con rotazione su larghe bronzine, avviene tramite un piolino ambidestro e come ci si poteva aspettare il sistema è solido e sicuro.


Il tagliente ha una forma semplice e riporta il logo dell’azienda su un lato e il nome del modello sull’altro,seguito dalla matricola identificativa del singolo pezzo. È anche visibile il puntino lasciato dalla prova col durometro fatta su ogni lama per verificare che sia effettivamente nel range di 64-65 HRc. La documentazione acclusa ci informa che il nostro folder ha una durezza di 64,5 HRc.

 

Higo è consegnato in un elegante confezione in legno,tecniche. Sono inoltre presenti una chiave torx pe corredato di un foglio riportante le caratteristiche r rimuovere la clip e la garanzia, soggetta a decadenza nel caso in cui si smonti il coltello. 

Consigliamo al lettore di visitare il sito www.rockstead.jp per poter ammirare tutti i modelli in catalogo.

 

Si ringrazia la Coltelleria Collini per aver fornito il coltello fotografato

 

Costruttore: Rockstead Corporation

Modello: Higo

Materiale lama: YXR-7 a 65 HRc con rivestimento DLC

Materiale manico: Duralluminio anodizzato

Lunghezza aperto: 213mm

Lunghezza lama: 89mm

Spessore lama: 3.2mm

Peso:  104gr

Tipo di blocco: frame-lock

 

Pro: doti di taglio portate all’estremo

Contro: prezzo elevato e reperibilità discontinua

 

DIDASCALIE:

1-     Il coltello aperto

2-     Dettaglio del riporto in acciaio del blocco

3-     Mr. Hiroshi Hanada durante le dimostrazioni allo stand Collini in Exa

4-     Il taglio degli spigoli di una rivista spessa quanto un elenco telefonico

5-     Higo chiuso

6-     Chopping sul bambu

7-     La perfetta finitura a specchio dei biselli

8-     Il pollice può sfruttare una comoda godronatura

 

Author: Tommaso Rumici

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